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RECENSIONI

Il Roma Pagina del Molise
"Un cabarettista semplice e spontaneo, dotato di un'innata comicità, impastata con una disincantata visuale delle piccole e grandi tragedie della vita di ogni giorno" ...
Enzo Di Gaetano

Il Gazzettino di Pordenone
Prima ancora delle esilaranti gag è stato lo sguardo allucinato a mettere a dura prova i freni inibitori del divertitissimo pubblico.
... Ha condotto lo spettacolo con grande maestria - altro che timidezza - alternando i suoi monologhi a delle spassose gag improvvisate con il pubblico seduto ai tavoli.
Giuseppe De Bisio

Zelig Milano 1994
Una nuova scoperta di Zelig. Un giovane comico che unisce ad una bella serie di battute, una mimica notevole ed una grande simpatia con il pubblico, proposta in un modo molto originale. Da vedere assolutamente.
Giancarlo Bozzo

Zelig 1995
Torna a Zelig uno dei giovani comici più accattivanti della nuova generazione. Con le battute accompagnate dal movimento e dallo sgranare d'occhi, con il coinvolgimento del pubblico (anche fisico) e con le strane storie di condominio e di famiglia, Dalfiume ha conquistato le platee di mezz'Italia.
Giancarlo Bozzo

L'Informazione di Roma
E spesso si ha la fortuna di incontrare dei "piccoli grandi". Una "chicca" di bravura all'interno di un settore...
E ciò che sorprende è soprattutto la sua disinvoltura.
Alessandra di Tommaso

Gazzetta di Parma
Bravissimo il bolognese Davide Dalfiume in scena al Teatro Europa, per la rassegna "Cabaret di amo", con lo spettacolo "Incredibilmente ... vero?!" ... Ne risulta uno spettacolo di comicità spontanea e disincantata, accompagnata da una mimica imbarazzata e goffa che ci ricorda il Troisi dei primi tempi, alle prese con piccole e grandi tragedie di tutti i giorni in una confessione volutamente impacciata ma ricca di tenerezza.
R.I.

"Davide Dalfiume Talento premiato" (Il Gazzettino Febbraio 2001)
Ha il talento dell'one man show e un'abilità spiccata di sentire il pubblico. Davide Dalfume è un attore-cabarettista emergente, che piace al cinema italiano d'autore e ai creativi della pubblicità. ... Ad accoglierlo sabato c'era un pubblico numeroso che lui ha avuto il merito di tenere sempre ben desto e di riuscire a far ridere. Ma la forza della sua comicità trae spunto anche da idee assolutamente originali e quasi assurde: esilarante il gag finale in cui le parole dell'attore ....
Marcello Garbato
 

"Dalfiume, cabarettista esistenziale"
Pensieri in libertà: "Il palco paradossalmente agevola la sincerità" (Bologna giugno 2004)


Se vi capita di bere qualcosa al bar con Davide Dalfiume, non perdetelo di vista neanche un secondo: in quel secondo potreste perdervi di tutto. Forse il cassiere del bar non se n'è accorto, ma in quelle indicazioni surreali - finalizzate al pagamento di un cappuccino e di un succo di frutta - c'era tutta la naturalissima comicità di un cabarettista "esistenziale", cioè involontario, cioè che lo è sempre, cioè che non lo è mai, cioè con quell'intelligenza che non lo abbandona un istante e che non è mai recitata.
Occhi sgranati, sempre. Occhi curiosi, attentissimi, ma non invadenti: semmai stupiti, di quello stupore incuriosito che sanno provare soltanto le "anime candide".
....Quando si esce dai suoi spettacoli non se ne esce mai del tutto: c'è uno strascico, un "dopo" di riflessione che accompagna lo spettatore attraverso la propria quotidianità: ci si vede con occhi diversi, diciamo che un sano esercizio dell'autoironia e un più robusto senso del ridicolo vengono delicatamente e rispettosamente - ma implacabilmente - stimolati.
E poi, si sente che lui è lì per noi, non per dare spettacolo di sè. Paradossale? Sì, se siamo abituati a uno stereotipo di recitazione. No, se capiamo che il vero messaggio è proprio quello: rapporto e interazione con lo spettatore, scambio di sensibilità in chiave leggera e che con leggerezza va in profondità. Niente di mistico, per carità: semplicemente, si raccoglie la sua sfida a scoprire quanto gli stereotipi abbiano lasciato di grottesco su di noi. E così ci viene una specie di prurito, una voglia di grattare via quel grottesco inconsapevole dalla nostra vita quotidiana.
Non faccio domande, a Davide Dalfiume. Lascio che sgrani i suoi pensieri, così come sgrana gli occhi: e l'"anima candida" è lì, e noi - come un pubblico - siamo lì, e a un certo punto nessuno è più lì, ma sa volare altrove.
COMICITA'
Oggi la comicità è un po' una moda, e questo è una contraddizione in termini, perché é come farle perdere il suo vero senso, se è vero che deve essere destabilizzante, capace di rompere un meccanismo.
PUBBLICO
I pubblici molte volte sento dire che sono diversi, ma può esserlo per la scorza esteriore: le "corde" interiori, invece, sono tutti uguali e deve essere l'attore, visto che si espone e va sul palco, a impegnarsi a trovare la chiave di comunicazione col pubblico.
COMUNICAZIONE
Io prendo in esame la vita quotidiana, i problemi che una persona comune deve affrontare giornalmente. Questa è una chiave di lettura, un percorso.
AUTOIRONIA
La comicità può prendere in giro la comicità? Beh, sì, basta non prendersi troppo seriamente. Basta non fare l'attore in modo troppo narcististico. La gente dovrebbe capire che è lei la protagonista, è lei il materiale su cui l'attore ha il privilegio di lavorare. Invece molto spesso si creano questi divi snob, come gli uomini politici: bisognerebbe capire che sono loro che hanno il privilegio di mettersi al servizio della collettività, invece noi ne facciamo degli uomini soprannaturali. Che il paragone non sembri troppo elevato, ma Ghandi andava un'ora al giorno a fare i lavori più umili per rimanere con l'animo candido.
SINCERITA'
Per quanto mi riguarda, io posso essere quasi più sincero con le persone proprio durante gli spettacoli: perché se vado a dire certe cose nella vita di tutti i giorni, in un certo senso essendoci un bel po' di barriere tra di noi - mi è molto più difficile essere
capito. Il palco, la recita - paradossalmente - agevolano la sincerità.
UN PIZZICO DI AMORE
Il tipo di comicità che faccio io non è basata sullo scandalo e lo scandalizzare: a me piace basarla anche, e soprattutto, sulla comprensione. E con un pizzico di amore.
Non è tanto capito, questo, ma non me ne importa, l'importante è che abbia un significato per me. C'è troppa gente che fa questo lavoro cercando di arraffare il bottino, di fare il colpo della vita, e purtroppo la televisione si presta anche a creare questi personaggi.


Antonella Ciana

 

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© DAVIDE DALFIUME

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